sabato 13 giugno 2020

CARA AZZOLINA

Cara Azzolina,
mentre parli, parli, di esami, di valutazioni, di come tenere i banchi, ti vorrei chiedere se sai cosa è per un bambino la scuola.
No, cara ministra, non per un bambino della scuola dell’obbligo..... troppo facile Luci, essu’.
Chiediti che cosa è la scuola materna anzi la scuola dell’infanzia per un bambino di 3 anni.
L'hai pensato? Mi sa di no, perché di Infanzia parli così poco, come se non sapessi che esistono bambini che non imparano le tabelline, che non vengono valutati, che non devono avere quaderni, penne, astucci... e allora ti chiederai cosa fanno?
Vivono, cara ministra mia.
Vivono?
Si Luci, Vivono. Vivono in una bolla, fatta di odore di minestra, manine impiastricciate, tempere sul grembiulino, e costruzioni montate mille volte.
Vivono per la prima volta una vita di comunità, fatta di obblighi regole ma tanti bellissimi diritti. Come quello di sentirsi grandi. Di avere un gruppo. Di avere un tutor, o essere abbastanza grande da poterlo fare.
Di appoggiare i nasini in fila alle finestre, e scoprire con la MAESTRA, che la vita è fatta di stagioni che tutto cambia per poi tornare uguale.
Che ci sono feste fantastiche in cui ci si impegna molto e poi arrivano mamma e papà e sono così fieri di me.
Si impara che si dice grazie, che si aspetta il turno, si chiede scusa, permesso e si sta insieme..... perché la regola fondamentale è che tutti insieme è meglio.
Si impara che a un certo punto, siamo diventati grandi davvero e quel luogo sicuro lo dobbiamo lasciare per essere davvero grandi.
Si impara che la maestra può dividersi in mille, abbracciarne cento e che a volte la chiamo mamma perché inizia per ma e mi insegna tanto. Che alla fine se piango mi accarezza come mamma.
Si impara ad avere il proprio posto nel mondo. Contrassegnato da un disegno.
I propri amici.
E che non c’è cosa più bella che avere un giardino in cui giocare.
Si impara che siamo ALTRO.
Altro dalla famiglia, altro dai fratelli (anche se porto gli stessi vestiti), che sono indipendente e che wow, ho tanti amici.
Imparo a confrontarmi, anche se a volte un morso ci scappa, ma la maestra mi insegna come si fa, ad arrabbiarsi e fare pace senza morsi.
E imparo che in uno “ciao maestra!”Ci sono segreti storie e racconti che mamma e papà non sapranno mai e che domani e domani ancora saranno di nuovo miei, e solo miei.
Perché anche io ministra, se sono piccolo, parlo un po’ male e magari ho il ciuccio sono una persona.
Non mi posso tatuare; non mi interessa l’aperitivo ma ho bisogno di stare con gli altri come me per sapere chi sono. Per formare il mio carattere e la personalità.
Perché sono le esperienze che mi formeranno.
E tu mi hai tolto la più importante, ed io ho capito.
Però non puoi togliermi settembre, io a settembre devo continuare anche se non ho 5 anni, anche se i miei non lavorano o ho i nonni. Perché devo vivere, perché solo vivendo troverò me stesso.
Perché fanno così, tutte le persone.
E sai cosa è una persona?
Un soggetto che esprime la sua singolarità come individuo della specie umana e che può riconoscersi solo attraverso la socialità.

Sono una persona, e lo saprò solo attraverso gli altri.



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