Dal gruppo facebook una testimonianza dei #cittadinidimenticati
19 maggio 2020
Ciao a tutti Roberta ho 32 anni e sono un'insegnante precaria di scuola media.
"Precariato" è la parola che contraddistingue la mia vita da cinque anni a questa parte. Dopo una laurea con il massimo dei voti ottenuta con mille sacrifici è iniziato un lungo calvario lavorativo. Ho fatto tanti lavori diversi, pur continuando a formarmi e a studiare (cosa che sto facendo anche adesso). Quest'anno finalmente sono stata chiamata a scuola, un'attesa durata cinque anni, con un contratto a tempo determinato che scadrà il 30 giugno. Da marzo ad ora sono impegnata nella famigerata DAD, che tanto sta facendo discutere. I docenti sono stati lasciati soli esattamente come tante famiglie. Ci siamo improvvisati esperti digitali, quando nessuno di noi è stato formato per fare fronte a queste modalità di insegnamento. Io e molti colleghi abbiamo seguito in dieci giorni tanti corsi e scaricato programmi vari. Per quanto mi riguarda, sono abbastanza soddisfatta del lavoro fatto con i miei studenti, anche se niente è paragonabile allo stare in classe.
Da anni mi sento dimenticata da questo paese che non investe sul capitale umano e non dà prospettive. Vivere nella continua incertezza lavorativa porta a sua volta anche all'incertezza emotiva e psicologica.
In questo periodo sto portando avanti una battaglia contro il MIUR, che purtroppo invece di ascoltare le richieste di insegnanti e studenti prosegue in maniera dispotica sulla sua strada.
Roberta
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