mercoledรฌ 10 giugno 2020

PIANIFICARE PER TEMPO IL RITORNO A SCUOLA A SETTEMBRE


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Il tempo di agire e’ adesso. La ripartenza del ciclo scolastico di Settembre รจ dietro l’angolo e, con la massima urgenza, bisogna pianificare il modello di scuola piรน efficace, partendo dalle specificitร  delle nostre comunitร . Basta con schemi rigidi, uguali per tutti.
Serve un’offerta scolastica che si adatti ai punti di forza e di debolezza delle comunitร  locali.
Mi sono confrontato con genitori, educatori, psicologi e sociologi, alcuni riuniti in gruppi tra i quali quello del comitato “#cittadinidimenticati” e ho posto all’attenzione del Governo nazionale e regionale la questione scuola, chiedendo un cambio di approccio.
Serve, a livello nazionale, definire opzioni diverse da poter far scegliere alle comunitร  locali, partendo dall’analisi della popolazione scolastica, degli spazi disponibili negli istituti e nei comuni/quartieri di riferimento.
Metropoli, cittร , paesi hanno problemi spesso diametralmente opposti. In alcuni territori servono piรน spazi, in altri lo spazio non manca. In alcune realtร  con fatica si arriva a raggiungere il numero minimo di studenti per classe, in altre c’รจ sovraffollamento.
Per i piccoli del nido e della materna รจ fondamentale il gioco insieme, e non si puรฒ ipotizzare il distanziamento sociale. Cosa diversa, giร  a partire dalle primarie, dove si puรฒ gestire il distanziamento sociale, ma dove lo stare insieme agli altri รจ importante ed รจ sconsigliata, da un punto di vista pedagogico, la formazione a distanza.
Se si potesse, sarebbe importante riportare in aula i bambini anche delle secondarie di primo grado. Anche se piรน maturi, risulta comunque da diversi studi fatti su queste fasce di etร , che possano soffrire molto la formazione a distanza in maniera esclusiva.
E’ ovvio che sarebbe auspicabile anche per le secondarie un rientro in aula, ma se impossibile, si puรฒ pianificare una turnazione, metร  in aula e metร  Dad, che puรฒ essere propedeutica allo studio di tipo universitario.
Passando ad una analisi generale del territorio umbro, ma non solo, possiamo dire:
Esistono istituti scolastici con aule molto spaziose ed altri con aule molto piccole. Alcuni Istituti godono di palestre, laboratori, sale convegni, teatri, ed altri invece non hanno queste opportunitร .
Esistono numerose scuole che risiedono in comunitร  dove pubblico e privato potrebbero mettere a disposizione per il prossimo anno, in via emergenziale, molti locali nei quali organizzare la didattica scolastica qualora non fossero sufficienti le aule negli istituti.
Esistono comunitร  con un numero importante di insegnanti andati in pensione e probabilmente disponibili a dare una mano, per questo anno di emergenza, cosรฌ come hanno fatto tanti medici.
Esistono comunitร  nelle quali il numero dei diplomati e laureati in materie idonee a supportare l’attivitร  di maestre e professoresse potrebbe essere parte della risposta al distanziamento sociale scolastico necessario.
Esistono tante associazioni senza scopo di lucro e genitori che sarebbero disponibili a fornire supporto operativo e/o economico al fine di permettere ai nostri bambini e ragazzi di poter tornare alla migliore esperienza scolastica possibile da settembre 2020.
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Vanno definiti nuclei composti da 1 insegnante ogni circa 5 bambini nei nidi e 1 insegnante ogni 10 bambini nelle materne.
I nuclei devono poter disporre di un’area di gioco/didattica adeguata. L’eventuale pranzo deve essere consumato in questo ambiente e consegnato da servizio certificato. Personale Ata dovrebbe occuparsi della sanificazione dei servizi igienici dopo ogni utilizzo
Nel caso in cui, con interventi sostenibili (attraverso risorse pubbliche o private) fosse possibile adeguare i locali scolastici, al fine di garantire il rispetto delle prescrizioni sanitarie, questa deve essere la prima opzione da perseguire.
Nel caso non si possa trovare una soluzione all’interno della scuola, spetterร  al Comune, di concerto con l’autoritร  scolastica locale di riferimento, ricercare prima di tutto tra i locali pubblici disponibili e solo successivamente tra quelli dei privati, le soluzioni piรน idonee ad assicurare il corretto svolgimento dell’attivitร  scolastica. Spetterร  al Comune, di concerto con l’autoritร  scolastica, il governo regionale e nazionale e la comunitร  civile reperire le risorse per l’eventuale adeguamento normativo e sanitario.
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In base al numero degli studenti per classe ed alla dimensione delle classi disponibili, nel rispetto delle distanze imposte dalla normativa sanitaria di riferimento, ogni dirigente scolastico รจ chiamato a rappresentare la situazione in cui verte la sua offerta scolastica, e quindi di cosa avrร  veramente bisogno, e cosa sarebbe piรน facile reperire nel contesto in cui si trova, tra piรน insegnanti per piรน aule o nuovi locali temporanei piรน spaziosi.
Nel caso con interventi sostenibili (attraverso risorse pubbliche o private) fosse possibile adeguare i locali scolastici, al fine di garantire il rispetto delle prescrizioni sanitarie, questa deve essere la prima opzione da perseguire.
Nel caso non si possa trovare una soluzione all’interno della scuola, spetterร  al Comune, di concerto con l’autoritร  scolastica locale di riferimento, ricercare prima di tutti tra i locali pubblici disponibili, e solo successivamente tra quelli dei privati, le soluzioni piรน idonee ad assicurare il corretto svolgimento dell’attivitร  scolastica. Spetterร  al Comune, di concerto con l’autoritร  scolastica, il governo regionale e nazionale, e la comunitร  civile, reperire le risorse per l’eventuale adeguamento normativo e sanitario dei locali temporanei da adibire ad aule.
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Nel ritorno a scuola, come avviene per gli Operatori negli Ospedali, sarebbe auspicabile un controllo sierologico ogni 15 giorni.
รˆ molto probabile che serviranno piรน risorse umane. Oltre alla stabilizzazione dei precari, atto importante e giusto, bisogna individuare con urgenza quante risorse umane mancheranno per il 2020 e con quale modalitร  reperirle.
Ecco alcune soluzioni che ritengo percorribili e prioritarie ai fini del ritorno a scuola dei nostri bambini e ragazzi a settembre:
Riattivare gli insegnanti disponibili tra quelli andati in pensione negli ultimi anni.
Ingaggiare, come supporto agli insegnanti, diplomati e laureati in materie idonee.
Coinvolgere la Protezione civile, le Forze dell’ordine ed altri organismi similari per fornire un supporto di controllo sanitario, di sicurezza e di assistenza negli eventuali nuovi nuclei scolastici temporanei.
Coinvolgimento attivo e consapevole dei genitori degli alunni per semplificare la gestione sanitaria degli stessi e la circolazione delle informazioni.
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Una gestione piรน delocalizzata, laddove si sarร  costretti ad attuarla, รจ ovvio che sarร  piรน costosa. Piccoli e medi adeguamenti normativi, eventuali affitti a prezzi “politici”, piccoli interventi strutturali e nuovi consumi saranno gli scogli da superare. La soluzione potrebbe essere trovata mettendo a sistema:
Risorse nazionali
Risorse regionali
Donazioni
Attivitร  prestate a fini sociali senza scopo di lucro
Detrazioni fiscali o benefit da definire per aziende/privati sostenitori
“Quanto sopra non pretende di essere una proposta esaustiva, ma soltanto un approccio metodologico al futuro prossimo - spiega Bianconi - Sono un uomo d’impresa ed ho cercato di dare un contributo pratico analizzando la situazione e proponendo, nei tempi giusti, soluzioni flessibili in grado di garantire un anno scolastico accettabile. E’ il tempo di rimettere al centro il territorio e le comunitร  locali all’interno di uno schema di riferimento nazionale.
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Ritengo che questo approccio, sarebbe un altro bel passo in avanti nella creazione di un modello di partecipazione sociale e solidale che ci rafforzerebbe nell’affrontare un futuro molto complesso”.
*Ho presentato su questo tema, Mozione in Consiglio Regionale, sostenuta anche da alcuni consiglieri della minoranza.

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