Nel gruppo facebook #CittadiniDimenticati abbiamo raccolto le domande e i dubbi di genitori ed insegnanti e le abbiamo inoltrate al Gentilissimo Dottor Claudio Marabotti, di seguito le risposte dei medici:
1. Dall'inizio dell'epidemia è stato subito evidente che i bambini e i ragazzi fossero la parte meno colpita dal virus, ma si è subito attribuito loro il ruolo di untori. Adesso ci sono evidenze scientifiche che dimostrano che non è così?
Sì, diversi studi di tracciamento hanno mostrato che i bambini (orientativamente <10-11aa) sono poco soggetti ad ammalarsi e, quando questo succede, sono in genere contagiati da adulti. E’ invece raro il contagio tra bambini e anche da bambino ad adulto.
2. È notizia di qualche giorno fa che l'OMS abbia dichiarato che gli asintomatici, tanto temuti nella fase 1, siano in realtà raramente vettori di contagio. Questo non "scagiona" ulteriormente i bambini?
Bisogna essere cauti. Le osservazioni sulle coorti di popolazione (qui in Italia c’è stato lo studio di Vò Euganeo, molto ben fatto), hanno in realtà dimostrato che l’infezione da asintomatico è possibile. E’ peraltro estremamente probabile che i sintomatici siano vettori molto più efficienti nella trasmissione perché tosse e starnuti mancano negli asintomatici. E’ probabile che i bambini siano meno efficienti nel contagiare anche per altri motivi (al momento non noti). Sicuramente hanno una minore espressione del recettore ACE2 nelle cellule dell’epitelio nasale (è la “porta d’ingresso” de virus nell’organismo) e questo può avere un ruolo.
3. Sul documento tecnico scientifico diffuso dal governo leggiamo che sarà necessario, a partire dalla scuola primaria, l'uso di mascherine e il rispetto del distanziamento per alunni e docenti. Per la scuola materna, invece, non essendo possibile, si prevede per le maestre l'uso di mascherina, visiera e guanti. Ci chiediamo perché per il CTS le insegnanti debbano avere protezioni uguali, o maggiori addirittura per alcuni reparti, al personale sanitario? Sono cosí a rischio?
Non ho elementi per rispondere.
4. La fascia 0/3 anni, invece,non viene neanche menzionata e solo da pochi giorni si parla di possibili linee guida per i campi estivi anche per i più piccoli. Come mai? È una fascia particolarmente a rischio?
Non risulta un particolare rischio per i bambini piccoli, oltre la fase neonatale e a parte i casi di patologie cardiache o respiratorie o comunque debilitanti.
5. Ci sono stati accesi dibattiti sull'uso della mascherina a scuola. È necessaria? Può essere dannosa?
La mascherina non è dannosa fisicamente (nessun accumulo di CO2, nessun rischio infettivo se maneggiata e cambiata in modo appropriato). Può essere teoricamente dannosa dal punto di vista psicologico (assenza di comunicazione non verbale).
6. Qualora queste regole diventassero realtà, a settembre (distanziamento e mascherina) non rischiamo che abbiano ripercussioni psicologiche? Ne vale la pena?
Le ripercussioni sono quelle di cui sopra. Ci sembra che non valga la pena
7. Quali sarebbero secondo voi le misure da adottare per rientrare a scuola,in presenza, salvaguardando tutti gli aspetti della salute di alunni e docenti?
Aumentare il volume degli spazi dedicati alla didattica, lezioni all’aperto il più possibile, ambienti arieggiati ampiamente, igiene accurata delle mani (con lavaggio mani a intervalli regolari), “educazione” della tosse, controllo temperatura all’ingresso, cercare la massima collaborazione da parte delle famiglie (tenere a casa i bambini che non stanno bene).
8. Per ultimo vorrei fare una domanda che si discosta un po' dall'argomento. Per anni,noi genitori,ci siamo sentiti dire che i dispositivi elettronici sono dannosi per i bambini. Quasi additati se cedevamo a 10 minuti di Peppa pig sul cellulare. Pochi giorni fa invece,il nostro Presidente del Consiglio, ha dichiarato, lo cito: "Anch'io ho un figlio piccolo ed è impossibile staccarlo dal cellulare, questo è il futuro! Ma la Didattica a distanza continuerà a creare disuguaglianze finché non avremo tutti accesso internet gratuito”.
Vogliamo sperare che la didattica a distanza non sia il futuro ma sia un’opportunità da sfruttare, per il futuro, per integrare la didattica in presenza.
Dr Claudio Marabotti (cardiologo)
Dr.ssa Simona Bellini (psichiatra)
Dr Giacomo Fruzza (pediatra, pronto soccorso e 118)
Dr Lorenzo Del Pesce (cardiologo)
Dr Riccardo Ristori (medicina d’emergenza-urgenza)
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