Tante persone, insegnanti, genitori, educatori uniti per richiedere linee guida che non smembrino la scuola, perché la crisi economica non può ricadere sui pilastri della società scuola e sanità.
Perché si dica con forza che la DAD è un fallimento che ha solo ampliato le differenze sociali, economiche, fisiche e culturali tra gli studenti.
Perché si dica con forza che la DAD è un fallimento che ha solo ampliato le differenze sociali, economiche, fisiche e culturali tra gli studenti.
Perché lo 0-6 anni sia considerato un servizio educativo e non parcheggio.
Perché lo 0-6 anni sia considerato un servizio educativo e non parcheggio.
Perché la scuola torni ad essere il fulcro di questa democrazia, e non un lusso per pochi.
Perché la scuola torni ad essere il fulcro di questa democrazia, e non un lusso per pochi.
Di seguito l'intervento di Martina Leonardi :
Di seguito l'intervento di Martina Leonardi :
"#cittadinidimenticati ha iniziato una corrispondenza con il ministero il 30 Aprile.
Veniva qui manifestata la perplessità circa la totale assenza di progettualità sul tema scuola e circa l’assenza di prospettive per la ripresa della socialità di bambini e ragazzi. E la continua mancanza di welfare in questo paese, che sostenga l’individuo nella sua piena realizzazione.
La lettera inviata ai ministeri dell’istruzione, delle pari opportunità e al presidente del consiglio ha ricevuto una timida risposta dal sottosegretario De Cristofaro che ne condivideva intenti e progettualità.
In Umbria siamo state ascoltati da Vincenzo Bianconi che ha tratto dal nostro lavoro una relazione presentata in regione.
Ci siamo comunque ritrovate a non avere certezze su quale sarà il futuro della scuola, dei nostri figli ma sopratutto dell’asse portante di una democrazia come la nostra: l’istruzione.
Abbiamo nuovamente scritto chiedendo a gran voce che lo stato si facesse carico di interventi sostanziali e che aiutasse comuni, enti territoriali e dirigenti scolastici a garantire in apertura completa a settembre.
Non abbiamo ricevuto risposta, e le uniche notizie sono delle linee guida che scaricano la responsabilità su comuni e dirigenti scolastici.
Si prospetta ancora una volta incertezza e ancora una volta la non volontà di spendere sulla scuola, di fare investimenti concreti che rilancino l’istruzione in modo serio.
Non serve tanto, servono strutture, docenti e personale.
Serve che la scuola stia al centro e non sia il fanalino di coda della nazione."
Martina Leonardi



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