Cittadini dimenticati nasce dalla voglia di Martina e Erica di dar voce ai più piccoli.
Dopo due mesi di lockdown, a fine aprile, siamo rimaste colpite dal fatto che il nostro governo non citasse in alcun modo i bambini e i ragazzi.
Non parlasse di scuola, di diritto all’istruzione, di sostegno (vero) alle famiglie, e dei bisogni dei nostri ragazzi.
In realtà diciamolo, questa cosa, non è così nuova nel nostro paese. Il paese dei ristoranti children’s free, il paese dove raramente trovi un bagno per bambini, ma anche solo trovare un fasciatoio è raro, il paese in cui le madri dopo la maternità diventano invisibili agli occhi della società, il paese dove i comuni devono arrabattarsi bandi, incentivi, per ottenere qualche soldino per poter garantire servizi di qualità per bambini e adolescenti.
Da tutte queste riflessioni, ma anche molto di più nasce cittadini dimenticati. E nasce l’idea e la voglia di urlare a gran voce che il Covid-19 dovesse rappresentare per il nostro paese un punto di svolta: perché certe cose non devono tornare come prima.
Dalla stesura della prima lettera, con la quale abbiamo raccolto più di mille firme in soli due giorni, abbiamo coinvolto le persone più vicine a noi, e adesso siamo 5 giovani donne a portare avanti questo progetto.
Cosa chiediamo?
Che i bambini, le bambine, i ragazzi e le ragazze siamo considerati al pari degli altri cittadini, non esseri da allocare in qualche luogo.
Ma che siano persone partatrici di diritti e bisogni, non solo un accessorio genitoriale.
E che lo Stato, decida di prendersi cura in modo serio e continuativo di ciò che più prezioso gli appartiene: il suo futuro.
Invece come abbiamo visto in questi mesi la scuola che dovrebbe rappresentare la colonna portante dello Stato e il luogo dove questo futuro lo si costruisce e’ stata trattata solo marginalmente, ed ancora oggi della scuola che sarà abbiamo risposte vaghe ed incerte.
Dal nostro impegno è nata un'interlocuzione con il Governo, che ancora oggi, anche se con grande difficoltà e’ in atto.
Sono attivi una pagina: https://www.facebook.com/Cittadini-dimenticati-102005981508144
ed un gruppo Facebook: https://www.facebook.com/groups/701232690630193
Da oggi, nasce anche il blog, che vuole essere il racconto di questa lotta, il posto dove tracciare il nostro percorso e lasciare il segno tangibile di questo impegno che probabilmente non si fermerà.
Come dicevo, siamo 5 donne a prenderci cura di questo progetto:
Martina
32 anni, mamma di 2 bambini, Iacopo 6 anni e Leonardo 3 anni, per molti anni si è occupata di politiche sociali. Dopo la seconda gravidanza ha dovuto lasciare il suo ruolo e attualmente lavora in un supermercato ed e’ una studentessa di scienze dell’educazione presso l’Universita di Perugia.
Dopo aver scritto una lettera a LA7, ed aver partecipato alla trasmissione l’Aria che Tira di Myrta Merlino, ha capito che avrebbe dovuto fare di più, e confrontandosi con Erica è nata questa avventura.
Erica
33 anni, impegnata nel secondo mandato come Assessore alle politiche sociali del Comune di Monte San Savino, si batte dai tempi del liceo per i diritti dei più fragili, e conosce le problematiche relative all’amministrazione scolastica a menadito.
Laureata per ben 2 volte, la prima in Scienze per i Beni culturali, la seconda in Beni archeologici artistici e del paesaggio: storia, tutela e valorizzazione.
Impiegata presso la Fondazione Guido d’Arezzo come organizzatrice di eventi culturali.
Dopo lunghe chiacchierate con Martina, su quale potesse essere il futuro della scuola, decide insieme a lei di avviare un'interlocuzione con il governo.
Sonia
34 anni, mamma di 4 bambini, Daniel,12 anni, Eleonora 4 anni, Alessandro ed Emanuele 2 anni.
Operaia, dopo l'ultima maternità ha trasformato il contratto da full time a part time.
Il 5 marzo, dopo la chiusura delle scuole e durante tutta l'emergenza Covid ha assistito come tutti alla "scomparsa dei bambini" per il nostro stato.
Una frase di sua figlia "Mamma, i bambini sono persone?", le ha dato la spinta necessaria per attivarsi e dare voce a queste persone, piccole, ma con grandi bisogni e diritti. Perché non siano ancora domani dei cittadini dimenticati.
Annalena
34 anni, mamma di 3 bambini, Simone 9 anni, Adele 7 e Neri 5 anni.
Dopo la seconda gravidanza ha deciso di abbandonare la sua attività per dedicarsi completamente alla gestione familiare.
Ha deciso di collaborare attivamente a #cittadinidimenticati perché anche se adora tutto quello che è tecnologia e semplificazione della vita, non vuole che i suoi figli vengano privati di tutta quell'esperienza che è la scuola, dalla didattica a tutto il resto, inclusa la socialità.
E', assieme a Silvia, la nerd del gruppo!
Silvia
34 anni, mamma di 2 bambini, Sofia 7 anni e Nicholas 4 anni.
Prima di diventare mamma era progettista, dal 2017 Peer supporter Alto Contatto e Babywearing, volontaria in varie associazioni che si occupano di sostegno ai genitori, terapia del sorriso, educazione emozionale ed ecologia.
Collabora con #cittadinidimenticati perché non può rimanere inerte di fronte al fatto che vengono calpestati i diritti dei nostri figli, che non viene tenuto conto delle loro necessità, che il loro benessere psicofisico sia messo in secondo piano.
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